Immagino una sessione Sm su
queste note che amo moltissimo.
La melodia semplice ma articolata si può facilmente cantare o mugugnare
o fischiare. E' ipnotica e passa dal pianoforte all'orchestra senza soluzione
di continuità, con una complementarietà che ricorda facilmente il muto e denso
dialogo di una sessione ben riuscita.
Vedo un molo di legno proteso sulle acque del lago, la luna che
illumina a sufficienza le due figure intente e una brezza leggera che scuote le
cime degli alberi in una notte di luglio.
Stare nuda è piacevole nell'argentea penombra che disegna e dissimula
le forme troppo generose. Le corde girano senza fretta intorno al corpo che si
presta morbido e flessuoso. Lo sguardo incollato occhi ad occhi e altrimenti la
mano che rassicura, un contatto che mai si interrompe durante la danza del mio
compagno attorno alle mie membra modellate al suo e al mio piacere. Il profumo
intenso della canapa che scalda la pelle come un magico manto. Non c'è
impazienza nei gesti misurati, ma la perizia che solo l'arte conosce a fondo.
I raggi di luna fanno risaltare la bellezza che il corpo donato sa
irradiare e i misteriosi disegni della corda che lega ma non morde, che scalda
ma non brucia, che prepara l'epidermide a più intense sensazioni e contrasti.
Liberata (liberata?) dai legami ma non dal'espressione del viso di
colui che può disporre di me attendo. Il petto si solleva ad ogni respiro
tradisce aspettativa, paura ed eccitazione.
Uno scintillio nel buio suggerisce qualcosa di freddo e affilato tra le
sue dita, la pelle si increspa in un brivido quando riconosco un ago. Ho il
cuore in gola ma mai fuggirei catturata dallo sguardo che mi tiene e dalla voce
che mi blandisce in sussurri così affini al leggero sciabordio del lago. Il
seno morbido viene accarezzato lentamente e l'aspro odore di disinfettante
irrompe nel paesaggio sensoriale spezzandone per un momento l'armonia, creando
la discontinuità tra l'eccitazione e il dolore, tra la trepidazione e il
terrore.
Non servono parole. Lui avverte, come solo il predatore (o una madre)
può fare, l'alito della paura e non cerca di placarla sapendola importante e
proficua.
La pelle intorno all'aureola rosa viene leggermente sollevata da due
dita e poi....
Poi la sensazione di essere penetrata da una lenta saetta, l'ago che
perfora e trapassa, un mugolio più di sorpresa che di dolore, gli occhi si
spalancano e il fiato fugge quasi sibilando tra le labbra. Ma immediatamente
una scarica di eccitazione di emozione scuote la mia mente e si libera in un
sorriso di gratitudine. Anche i suoi lineamenti concentrati per un momento si
rilassano per godere della magia. Non c'è più paura ma solo attesa, sete di
provare e riprovare quell'emozione conturbante che mi porta sul ciglio pronta a
spiccare il volo. Ma il resto non ve lo racconto...rimarrà chiuso nel mio
petto.
