lunedì 6 agosto 2012

Strano modo di essere slave


Bisognerebbe aver fiducia nei sogni, così dicono.
Invece mi scopro qui, impotente e incatenata a una contingenza che non mi sembrava di aver scelto, a desideri che non sono sogni e che mi divorano da dentro.
Ironizzare sui miei vizi è il mio vizio preferito e far precipitare la fame in semplice appetito toglie un po’ di quel gusto selvatico che la carne pretenderebbe.
Mentalizzo ogni impulso e lo analizzo sino a sfrondarlo in modo ciò che è perverso divenga accettabile per quest’io tagliente e giudicante. Invece di essere domata, domo. Al posto del fidarmi concedo fiducia. Per non sottomettermi mi umilio.
Alzo il tono del discorso perché non diventi un intimo sussurro e mi concedo al sorriso per non dover dire troppo di me.
Strano modo di essere slave!

venerdì 22 giugno 2012

Sessione su Ravel

http://www.youtube.com/watch?v=ftJ-gJ-l5HQ



Immagino una sessione Sm su queste note che amo moltissimo.
La melodia semplice ma articolata si può facilmente cantare o mugugnare o fischiare. E' ipnotica e passa dal pianoforte all'orchestra senza soluzione di continuità, con una complementarietà che ricorda facilmente il muto e denso dialogo di una sessione ben riuscita.
Vedo un molo di legno proteso sulle acque del lago, la luna che illumina a sufficienza le due figure intente e una brezza leggera che scuote le cime degli alberi in una notte di luglio.
Stare nuda è piacevole nell'argentea penombra che disegna e dissimula le forme troppo generose. Le corde girano senza fretta intorno al corpo che si presta morbido e flessuoso. Lo sguardo incollato occhi ad occhi e altrimenti la mano che rassicura, un contatto che mai si interrompe durante la danza del mio compagno attorno alle mie membra modellate al suo e al mio piacere. Il profumo intenso della canapa che scalda la pelle come un magico manto. Non c'è impazienza nei gesti misurati, ma la perizia che solo l'arte conosce a fondo.
I raggi di luna fanno risaltare la bellezza che il corpo donato sa irradiare e i misteriosi disegni della corda che lega ma non morde, che scalda ma non brucia, che prepara l'epidermide a più intense sensazioni e contrasti.

Liberata (liberata?) dai legami ma non dal'espressione del viso di colui che può disporre di me attendo. Il petto si solleva ad ogni respiro tradisce aspettativa, paura ed eccitazione.
Uno scintillio nel buio suggerisce qualcosa di freddo e affilato tra le sue dita, la pelle si increspa in un brivido quando riconosco un ago. Ho il cuore in gola ma mai fuggirei catturata dallo sguardo che mi tiene e dalla voce che mi blandisce in sussurri così affini al leggero sciabordio del lago. Il seno morbido viene accarezzato lentamente e l'aspro odore di disinfettante irrompe nel paesaggio sensoriale spezzandone per un momento l'armonia, creando la discontinuità tra l'eccitazione e il dolore, tra la trepidazione e il terrore.
Non servono parole. Lui avverte, come solo il predatore (o una madre) può fare, l'alito della paura e non cerca di placarla sapendola importante e proficua.
La pelle intorno all'aureola rosa viene leggermente sollevata da due dita e poi....
Poi la sensazione di essere penetrata da una lenta saetta, l'ago che perfora e trapassa, un mugolio più di sorpresa che di dolore, gli occhi si spalancano e il fiato fugge quasi sibilando tra le labbra. Ma immediatamente una scarica di eccitazione di emozione scuote la mia mente e si libera in un sorriso di gratitudine. Anche i suoi lineamenti concentrati per un momento si rilassano per godere della magia. Non c'è più paura ma solo attesa, sete di provare e riprovare quell'emozione conturbante che mi porta sul ciglio pronta a spiccare il volo. Ma il resto non ve lo racconto...rimarrà chiuso nel mio petto.

venerdì 1 giugno 2012

EVVIVA! SONO UNA MASOCHISTA

E finalmente l'ho fatto, mi sono buttata in questa psichedelica orgia dei sensi....e Dio... quanto mi mancava!
E  ora lo dico: 

SONO UNA MASOCHISTA!!!

Evviva me e il mio corpo che risponde così bene bene al dolore, che si contrae, il fiato che mii entra nei pomoni di botto e si trattiene nella vertigine, nell'attesa del prossimo colpo.

Evviva me che sorrido e rassicuro il gentlsadico sul fatto che posso andare avanti.

Evviva gli amici che mi hanno riportato alla mia splendida passione.

Evviva la voglia di vivere che si legge nei miei occhi.



martedì 3 aprile 2012

SOGNO

In ginocchio è la mia posizione, ad aspettare di essere guardata. Mi passi dietro e mi strattoni i capelli, mi esponi la gola ad ogni possibile gesto dalla piuma, al morso, a...chi lo sa. Sento il tuo sesso sulla fronte, fra gli occhi, sugli occhi a farsi accarezzare dalle ciglia. Le mani mi intrecciano i capelli godendone la sensazione di seta fra le dita. Arrivi davanti a me come un'ombra incombente e il cuore accellera perché devo tenere gli occhi bassi, non mi è permesso mostrare ciò che provo.  Ti abbassi al mio livello e mi baci dolcemente sulla fronte prima di rialzarmi per legarmi saldamente le braccia in alto, con le punte dei piedi che sfiorano appena il pavimento.
So cosa userai su di me, me lo hai mostrato in foto, in video. Sai che è quello che desidero e temo di più, il tuo frustino di vimini intrecciato. Un lieve tremore mi percorre la superficie della pelle e piccole gocce di sudore si formano nelle mie fessure. Tengo le labbra semiaperte e respiro forte quando il primo colpo non troppo forte arriva a segno. Ecco l'inizio della danza di fuoco che ci aspetta, tu che tieni un ritmo tutto tuo, che solo tu conosci e mi fai conoscere nel dolore crescente, un ritmo che sgorga dalla tua anima e marchia i miei lombi. Non vorrei piangere, ma il dolore e la commozione hanno la meglio e il mio viso s'inonda di sale e gratitudine.
Ti chiedò pietà ma so già, dentro di me la verità, che ne voglio ancora, che voglio sentire la forza dei tuoi colpi che mi fanno viveree forse anche urlare. Quando fiirai, mio  Signore pregherò di baciarti il sesso a lungo e di lasciarmi lavare via le lacrime dal fondo del tuo piacere.

venerdì 9 marzo 2012

CAMBIAMENTI

Ti racconto la mia storia e il mio corpo (e non solo) che cambia e cambierà inesorabilmente. Sono stata cicciottella da piccola ( si dice così no? dei bambini obesi) e mi sono trasformata in un'adolescente grassa e infinitamente triste. Poi, la giovane donna ha scoperto che si poteva vivere anche così e farsi amare così (me ne sono proprio sicura?) e ha scoperto il sesso, anzi, l'eros. Ma c'e sempre stata quella macchia: saresti pRopRio carina se fossi un po'meno....
Quattro anni fa la depressione, grave, invalidante e il diabete e un'altra storia alle spalle che mi lasciava solo cocci. Amore, BDSM, non importa, c'era tutto, ma mancava la mia "bellezza". Allora la decisione di fare qualcosa di davvero drastico. Ho iniziato ad informarmi sui metodi chirurgici contro l'obesità e fra mille tentennamenti e dubbi e passi avanti e indietro l'anno scorso mi sono fatta inserire un palloncino nello stomaco per poter cominciare a perdere peso. In sei mesi ho perso 27 chili. Ma ero solo a metà strada: il mio obiettivo era un intervento che risolvesse definitivamente il problema. L'ho fatto 3 settimane fa, un bypass gastrico, un intervento di quattro ore e mezza e adesso il mio stomaco è grande circa come due noci. Sono ancora in fase di guarigione fisica come potrai immaginare, ma il bello è che sono andata completamentein crisi. Il cambiamento appunto che ho affrontato e che dovrò affrontare, il cambiamento della mia anatomia e anche questo dimagrire veloce che mi fa vedere un visino affilato dove c'era una luna piena. Mi chiedo perché l'ho fatto e so che non l'ho fatto solo per me o per la mia salute. L'ho fatto per poter piacere, per potermi sentire "normale", l'ho fatto per i miei parenti, per i mieiamanti imbarazzati non a letto ma a portarmi in giro, l'ho fatto perché non ne potevo più! Ho paura, ma se tornassi a tre settimane fa lo rifarei perché penso che per me sia importante aVere questa possibilità, costi quello che costi.

sabato 25 febbraio 2012

Dopo

Mi piacerebbe dire che ho fatto il mio intervento, che il peggio è passato, che sto bene, ma non è così. Inaspettatamente sento il mio corpo come alieno, come se non mi appartenesse più, probabilmente devo in qualche modo resettare l'immagine interna (anatomica) che ho di me stessa.
Dimagrire è sempre stato il mio sogno e so che ora si realizzerà, so che diventerò una donna per molti desiderabile (per alcuni lo sono anche ora) e ho fatto i passi necessari perché questo si avveri. Tuttavia c'è qualcosa che non mi torna, forse proprio la paura di essere di deversa, di non avere più scuse per alcune cose che mi sto negando da troppo tempo.

martedì 17 gennaio 2012

Sto bene, grazie!

Sto bene, grazie! Così rispondono le persone civili ed educate che non vogliono spaccare i maroni al prossimo. Poco importa se ti sei appena schiacciata il dito nella portiera della macchina o ti è morto il gatto. Parti dal principio che a nessuno frega niente delle tue magagne anche se tu, sempre per buona educazione, sei sempre disposta a sentire i cazzi acidi degli altri e a consolare e a consigliare (che orribile responsailità).
Ma oggi non va bene, non sto bene grazie! Sono incazzata e amareggiata, sono in guerra col mondo e con gli "amici"da cui, sempre per educazione fingo di accettare bugie pietose. Non sto bene grazie e fanculo al mondo!